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Prevenire il Fuoco di Sant´Antonio: in farmacia c´è il vaccino

Prevenire il Fuoco di Sant´Antonio: in farmacia c´è il vaccino

17 Dicembre 2017

Se avete contratto la varicella da bambini, potreste essere soggetti al Fuoco di Sant’Antonio da grandi.

Il virus Varicella-Zoster, infatti, anche dopo la guarigione della patologia infantile tende ad annidarsi all’interno dell’organismo e potrebbe ripresentarsi in età matura, alimentato da un calo delle difese immunitarie.

Capita, quindi, che superati i 50 anni possano comparire segni di affaticamento, mal di testa ed eritemi cutanei su collo, schiena e torace, simili a quelli della varicella, che lasciano poi spazio a dolorose croste: tutti questi sintomi possono indicare la presenza del Fuoco di Sant’Antonio, una patologia che unisce uno sfogo cutaneo ad un dolore nevralgico, anche molto intenso e persistente.

Quali cure per il Fuoco di Sant’Antonio?

Una volta riscontrata la patologia, i farmaci antivirali sono l’unica soluzione per contenere l’evoluzione del problema e portare il paziente verso la guarigione, che può richiedere anche 12 mesi. In abbinamento, spesso, i medici somministrano una terapia antidolorifica, che però non sempre si rivela efficace dato il forte dolore che il paziente può lamentare.

Come agire, quindi?

Meglio prevenire e valutare la possibilità di vaccinarsi, anche in modo gratuito per i pazienti che hanno superato i 65 anni o per i soggetti più giovani ma comunque considerati a rischio.

Il vaccino, che da diversi anni è disponibile in farmacia e che si esegue in un’unica dose per via sottocutanea, è efficace e previene il contagio di Herpes Zoster nel 70% dei casi. Anche nei pazienti vaccinati in cui la malattia dovesse manifestarsi, è stato riscontrato come questa avvenga in modo più lieve, senza eccessive complicazioni.

Non aspettare: se fai parte delle categorie a rischio o se semplicemente vuoi prevenire la comparsa di una patologia che può avere conseguenze anche gravi, chiedi consiglio al tuo medico e al tuo farmacista.
Assumere farmaci solo con acqua: altri liquidi potrebbero essere dannosi

Assumere farmaci solo con acqua: altri liquidi potrebbero essere dannosi

15 Dicembre 2017

Dovete prendere la solita compressa di metà mattina e avete a portata di mano un bicchiere di succo di frutta: decidete di assumere il farmaco così, del resto, che sarà mai?

Sbagliatissimo: per la corretta assunzione di farmaci, per il loro normale assorbimento e per la loro migliore funzionalità è fondamentale prendere i medicinali solo con acqua naturale.

Il motivo?

Alcune sostanze presenti negli alimenti e nelle bevande che ingeriamo, possono legarsi ai farmaci ed innescare strane reazioni.

È il caso del succo di pompelmo che, assunto in grandi quantità o ingerito insieme ad un medicinale, può interferire con l’assorbimento e con il metabolismo di alcuni ingredienti dei farmaci, specialmente quelli per l’ipertensione, per il cuore e per il colesterolo. Anche il succo di mirtillo e le tisane energizzanti, come quelle al ginko o al ginseng, andrebbero evitate nei pazienti che si sottopongono a terapie anticoagulanti, perché ne aumentano l’efficacia con il rischio di emorragie.

Vietatissimi, poi, gli alcolici per assumere farmaci di ogni tipo: il mix medicine-alcool è rischioso e può generare effetti collaterali anche gravi, specialmente per i pazienti che assumono terapie che agiscono sul sistema nervoso centrale.

Quando prendete un farmaco, poi, evitate di ingerirlo con del latte: il calcio contenuto in questa bevanda può limitare l’assorbimento corretto di alcuni principi attivi contenuti in numerosi antibiotici.

Insomma: ingerendo la compressa con la bevanda sbagliata possiamo rischiare di inibire l’efficacia del farmaco o di incorrere in effetti collaterali. Meglio prestare attenzione e, in caso di dubbi, chiedere consiglio al medico e al farmacista di fiducia.

Come alleviare il fastidio della dentizione

Come alleviare il fastidio della dentizione

13 Dicembre 2017

Con l’arrivo dei primi dentini, possono comparire anche i primi fastidi del cavo orale: durante il processo di dentizione i bambini possono lamentare dolore, prurito e gonfiore gengivale e, talvolta, manifestare qualche linea di febbre.

Aiutare i più piccoli ad alleviare il dolore della bocca e delle gengive è possibile, ecco come!

  1. Massaggio delicato

Il primo, semplice, consiglio è quello di lenire un po’ il prurito e l’infiammazione orale con un massaggio lieve. Utilizzate una garza idrofila e strofinatela leggermente sulle gengive del piccolo, ripetendo l’operazione più volte al giorno.

  1. Anelli da dentizione

Durante il periodo della dentizione i bambini sono smaniosi di mordere e rosicchiare oggetti rigidi e ruvidi. Favorite questo istinto naturale, dando al piccolo degli anelli da dentizione: supporti gommosi, realizzati con materiali sicuri, che il bambino può mordere ogni volta che ne sente la necessità. Per lenire il fastidio e dare immediato sollievo alle gengive gonfie ed infiammate, scegliete quelli che possono essere messi in freezer.

  1. Balsami gengivali

In farmacia esistono diverse tipologie di balsami gengivali, specifici per alleviare i disturbi della dentizione infantile. Grazie alla speciale formulazione, questi prodotti formano una delicata pellicola protettiva che sigilla la gengiva e la isola dal contatto con elementi esterni. Nel frattempo, il balsamo svolge una funzione lenitiva dal dolore e rinfresca la zona.

Nei casi più acuti, sotto la consulenza del pediatra o del farmacista, è possibile ricorrere a gel gengivali che contengono piccole dosi di anestetico locale. Prima di somministrare un farmaco al bambino, però, chiedete consiglio al medico di fiducia.

Carenza di vitamina C? Ecco 3 indizi da non sottovalutare

Carenza di vitamina C? Ecco 3 indizi da non sottovalutare

11 Dicembre 2017

Pensi di alimentarti in modo sano e di seguire uno stile di vita equilibrato, eppure ai primi freddi sei molto soggetto ai mali di stagione e sei spesso senza energia?

Potrebbe trattarsi di una carenza di vitamina C. L’acido ascorbico, contenuto in cibi come i kiwi, le arance e la papaya, è un elemento molto importante per il benessere dell’organismo e fondamentale da integrare all’interno della dieta quotidiana.

Come accorgersi se l’organismo è in difetto di Vitamina C? Ecco 3 indizi da non sottovalutare.

  1. La pelle è spenta e segnata: la vitamina C è un potente antiossidante e stimola la naturale produzione di collagene. Se la pelle risulta opaca, screpolata e solcata dai segni di espressione, il problema potrebbe essere proprio una carenza di acido ascorbico.
  2. Le articolazioni sono doloranti: come abbiamo appena detto, la vitamina C è attiva nella produzione di collagene. Ecco perché, quando la sua assunzione è scarsa, il corpo risponde con infiammazioni articolari e doloretti alle giunture.
  3. L’umore è basso e la stanchezza è intensa: se vi sentite spesso giù di corda e poco reattivi, riflettete sul consumo di vitamina C. Gli alimenti ricchi di questo alimento, infatti, possono favorire una generale sensazione di benessere, dare energia e combattere gli stati depressivi tipici della stagione invernale.

Se hai bisogno di fare il pieno di vitamina C per compensare una carenza naturale di questo elemento, studia una dieta ad hoc e prova con gli integratori: efficaci, pratici e semplici da assumere.

Parla con il tuo farmacista: saprà consigliarti la formulazione giusta per te!

L’artrite reumatoide si cura con una pasticca

L’artrite reumatoide si cura con una pasticca

09 Dicembre 2017

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato l’ingresso nel mercato medico nazionale, e la sua rimborsabilità, di un nuovo farmaco in compresse in grado di curare l’artrite reumatoide, bloccando l'infiammazione e limitando i danni a livello fisico.

Merito degli effetti della molecola Baricitinib contenuta nelle pastiglie che tra qualche tempo saranno acquistabili in farmacia e a disposizione degli oltre 400 mila connazionali che soffrono di questa patologia.

I benefici di questo nuovo farmaco sono molteplici: la cura è più adeguata e molto più efficace rispetto a quelle a base di metotrexate ad oggi esistenti, gli effetti collaterali sono limitati, e la somministrazione è decisamente più semplice.

Basti pensare che fino ad ora l’artrite reumatoide è stata trattata esclusivamente con iniezioni: una modalità tutt’altro che pratica, soprattutto per questi pazienti con difficoltà motorie dovute ai danni articolari provocati proprio dallo stato di avanzamento della patologia.

Grazie alla molecola Baricitinib presente nel nuovo farmaco, invece, l'artrite reumatoide farà meno paura.

La malattia autoimmune che porta ad una progressiva disabilità con serie conseguenze sulla vita quotidiana, potrà essere controllata nei sintomi e addirittura sconfitta.

I dati raccolti in fase di sperimentazione parlano chiaro: l'assunzione quotidiana di una compressa da 4 mg ha permesso di monitorare la malattia, riducendo il dolore già nelle prime settimane di somministrazione.

Non solo: gli studi clinici sul Baricitinib condotti in pazienti affetti da artrite reumatoide, hanno riscontrato diminuzioni dal 20% al 70% rispetto alla condizione clinica di partenza.
Spezzate a metà le pastiglie? Attenzione ai rischi

Spezzate a metà le pastiglie? Attenzione ai rischi

07 Dicembre 2017

Spezzare a metà una pastiglia o tritarla per diluirla nel cibo è molto pericoloso per la salute. A dirlo è una ricerca condotta dalla SIGG, la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, secondo cui l’alterazione dei farmaci e della loro struttura originaria può ridurre l'efficacia della terapia e aumentare sensibilmente il rischio di effetti collaterali.

Questo accade almeno 1 volta su 3: la suddivisione delle compresse, infatti, nel 33% dei casi è diseguale e comporta conseguenze a livello di dosaggio. Un’alterazione che può creare squilibri nei principi attivi di oltre il 15% della dose prescritta.

Una situazione altamente rischiosa soprattutto per i soggetti che assumono farmaci con una finestra terapeutica ristretta, che possono produrre effetti tossici discostandosi anche di pochissimo dalle dosi della terapia.

Non solo: anche alle compresse gastroresistenti, dotate di un film protettivo per superare la barriera dello stomaco e sciogliersi nell’intestino, non possono in alcun modo essere divise e compromesse, pena la loro perdita di efficacia.

In generale, quindi, le pastiglie non vanno mai spezzate a metà né schiacciate.

Una pratica che, come testimoniano i dati raccolti dall’indagine SIGG, è molto diffusa tra gli anziani. L’obiettivo dello sminuzzamento è quello di facilitare la deglutizione dei farmaci, spesso resa difficoltosa dalla consistenza della compressa o dalla patologia stessa del paziente.

Che fare, quindi, in queste situazioni? Gli esperti consigliano di utilizzare modalità alternative per la somministrazione. Tra queste spiccano l’inserimento della pastiglia intera nello yogurt, in budini o in altri alimenti facili da deglutire – che migliora l’ingerimento della compressa nel 70% dei casi – e l’utilizzo di farmaci equivalenti in diversa formulazione, in gocce o granulari.
Vacanze in vista? Non dimenticare la borsa dei farmaci

Vacanze in vista? Non dimenticare la borsa dei farmaci

05 Dicembre 2017

Il conto alla rovescia verso le vacanze di Natale è iniziato?

Qualsiasi sia la tua destinazione, per vivere in totale tranquillità il soggiorno ricordati di organizzare per tempo la valigetta dei farmaci: un bagaglio davvero importante per la serenità di tutta la famiglia.

Ecco qualche consiglio per organizzare al meglio i medicinali da portare con te:

  • Niente farmaci inutili: selezionate con cura i medicinali da acquistare e da mettere in valigia, scegliendo quelli più versatili – come un antipiretico, un antinfiammatorio, un antidiarroico, un antibiotico ad ampio spettro ed un minimo kit di pronto soccorso – e quelli per patologie specifiche accertate, come gli antistaminici se soffrite di allergie.
  • Attenzione alla scadenza e all’integrità dei farmaci: prima di chiudere la valigia, verificate bene che i farmaci non siano scaduti e che siano intatti e completi di bugiardino all’interno. In un momento di difficoltà potreste aver bisogno di consultare velocemente le istruzioni d’uso.
  • Preparate la giusta quantità: se un familiare soffre di una patologia cronica e necessita di una terapia quotidiana, assicuratevi di avere in valigia il giusto numero di farmaci per coprire l’intera durata del soggiorno.
  • Attenzione a chi viaggia in aereo: se siete in procinto di volare, ricordate di riporre i farmaci liquidi con confezioni superiori ai 100 ml in valigia e di imbarcarli. Le nuove regole di sicurezza, infatti, vietano di portare a bordo i fluidi contenuti in flaconi voluminosi. Se, però, l’assunzione del farmaco liquido è strettamente necessaria anche in volo, richiedete una dichiarazione medica per ottenere un’eccezione.

Buone vacanze a tutti!

Prendi tanti farmaci? 4 consigli per organizzare le terapie

Prendi tanti farmaci? 4 consigli per organizzare le terapie

03 Dicembre 2017

Secondo una recente indagine, in Italia il 50% degli adulti sopra i 65 anni assume mediamente 6 farmaci al giorno, mentre l’11% ne prende addirittura 10 o più.

Di fronte ad una terapia così articolata, il rischio di sbagliare è elevato.

Ecco qualche consiglio per tenere sempre sotto controllo la somministrazione di farmaci ed evitare di dimenticare di assumere una compressa o, al contrario, di prenderla due volte.

  1. Tieni una lista completa di tutti i farmaci che assumi, compresi i prodotti di erboristeria e gli integratori, e mostrala al tuo medico: alcuni medicinali possono interferire tra loro, riducendo l’efficacia o manifestando effetti collaterali che possono peggiorare altre patologie per cui si è in cura. Una reazione da monitorare attentamente e sotto stretta osservazione medica.
  2. Fai uno schema esatto dei farmaci da prendere, ogni giorno, per tutta la settimana e organizza le pillole in dispenser: in questo modo terrai sempre sotto controllo la sequenza dei medicinali, riducendo il rischio di dimenticanze.
  3. Ogni 6 mesi fissa una visita con il tuo medico di base, per verificare se i farmaci sono ancora tutti utili o se alcuni si possono sospendere. Valutate insieme se lo schema terapeutico può essere semplificato, con qualche accorgimento sullo stile di vita. Una compressa, talvolta, può essere eliminata e sostituita con un regime dietetico, oppure con un po’ di movimento fisico.
  4. Se ti senti confuso o poco lucido, chiedi aiuto ad un familiare per avere un ulteriore controllo sui farmaci presi e da prendere.
Proteggere la pelle del viso dallo smog

Proteggere la pelle del viso dallo smog

01 Dicembre 2017

La pelle del viso è esposta ogni giorno all’azione di agenti esterni. E non bastano il freddo pungente, il caldo torrido e i raggi solari: anche lo smog aggredisce la pelle, rovinandola nel tempo.

Come intuire se la pelle del viso è troppo stressata dall’inquinamento urbano? Osservandone lo stato di salute: se l’epidermide è disidratata, ha un colorito opaco e spento e la texture è poco compatta potreste essere esposti alla minaccia dell’urban ageing, ovvero dell’invecchiamento cutaneo precoce dovuto all’alterazione della barriera cutanea ad opera dell’inquinamento.

Come rallentare l’azione dei radicali liberi e sostenere la produzione di collagene ed elastina? Con la giusta routine beauty.

Eccola!

  1. Purificare: al rientro a casa, dopo una giornata di lavoro, ricordate sempre di lavare il viso per eliminare residui di smog e polvere dai pori della pelle. A seconda del vostro tipo di epidermide utilizzate prodotti in gel, in latte o acque micellari, meglio se arricchiti da elementi riequilibranti e anti-ossidanti.
  2. Esfoliare: una volta alla settimana purificate a fondo l’epidermide utilizzando scrub specifici per eliminare le particelle di smog ed i residui impuri trattenuti dai pori. Per un’azione più intensa, aiutatevi con delle spazzole detergenti purificanti. Il vantaggio di questi strumenti innovativi? Quello di rimuovere le impurità sottocutanee, raggiungendo anche le particelle tossiche dell’inquinamento atmosferico che penetrano più a fondo.
  3. Energizzare: dopo la detersione, accendete l’epidermide con le creme più attive contro l’ossidazione causata dall’inquinamento urbano. Le creme idratanti e rigeneranti più efficaci contro l’urban ageing sono ricche di vitamina C, E e di peptidi.
  4. Proteggere: prima di uscire, potenziate la barriera cutanea ricompattando le cellule superficiali con sieri a effetto scudo, a base di ceramidi. Sono questi elementi, infatti, che rafforzano i legami tra le cellule e che ne incentivano il rinnovamento continuo.
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